La cocente eliminazione (l’ennesima) dell’Italia ai Mondiali potrebbe portare a un clamoroso cambio di rotta in panchina
L’eliminazione dell’Italia contro la Bosnia nei playoff per il Mondiale 2026 è un colpo durissimo che riapre ferite recenti e riporta la Nazionale alla triste realtà, per il terzo Mondiale consecutivo gli azzurri sono fuori dalla massima competizione.

12 lunghi anni senza neanche giocarlo un Mondiale, che se tutto va bene diventeranno 16 con il prossimo appuntamento del 2030. Intere generazioni di italiani come Dimarco, Donnarumma, Barella, che non hanno mai giocato un mondiale, e tanti ragazzi anche maggiorenni che neanche la ricordano un’Italia ai gironi del Mondiale.
Chi al posto di Gattuso? Svetta un nome su tutti
Il clima attorno alla Federazione è inevitabilmente teso, ma incredibilmente le certezze restano sorprendentemente tali: Gabriele Gravina non sembra intenzionato a fare passi indietro, così come Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon restano saldamente al loro posto.
Una situazione che, a poche ore dalla delusione, appare quasi paradossale. Perché se da un lato non si registrano scossoni immediati, dall’altro il dibattito è già entrato nel vivo, e si parla già del post Gattuso. Prende forza un nome su tutti: quello di Antonio Conte. Un profilo che non ha bisogno di presentazioni e che, inevitabilmente, riaccende suggestioni. L’idea di un suo ritorno sulla panchina della Nazionale ha già scaldato l’ambiente.

Conte conosce già quell’ambiente. Ha guidato l’Italia in passato, lasciando un ricordo forte soprattutto per l’Europeo del 2016, quando riuscì a costruire una squadra solida, competitiva e capace di andare oltre i propri limiti. Un percorso fermatosi ai quarti di finale, ma che ancora oggi viene ricordato come uno degli esempi più chiari di identità e organizzazione.
L’Italia ha bisogno di ritrovare compattezza, spirito e risultati, e Conte, per caratteristiche, rappresenta esattamente quel tipo di allenatore capace di incidere in tempi brevi, soprattutto in un contesto come quello della Nazionale, dove il lavoro quotidiano è limitato ma l’impatto mentale può fare la differenza.
C’è però un ostacolo evidente: il suo attuale impegno con il Napoli. Il tecnico è legato al club da un contratto ancora lungo e il progetto in corso resta importante. Il richiamo della Nazionale ha sempre avuto un peso particolare, soprattutto per un allenatore con il suo profilo.
Si parla anche di possibili cambiamenti ai vertici federali, con il nome di Giovanni Malagò che inizia a circolare come eventuale alternativa. Segnali di un sistema che, pur senza scosse immediate, sta iniziando a interrogarsi sul proprio futuro.





