Gli anni di Zola. La crisi. La rinascita
Alla morte di Bastianino Vanacore, un triumvirato composto da Bruno Rubattu, Silverio Multineddu e Piero Mele prese le redini della Società.
Con una Società sana, i risultati non si fecero attendere e, dopo il quarto posto nel campionato 1981/82, la Torres sfiorò la promozione in C/1 con il nuovo patron Antonello Lorenzoni.
Sotto la guida del compianto Vanni Sanna, la Torres si giocò sino alla fine il primato in classifica, ma dissapori interni tra la Società ed il tecnico portarono all'esonero di quest'ultimo.
Il 2 marzo, tre giorni dopo il match contro il Sant'Elena, il Consiglio d'Amministrazione, con delibera unanime, esonerò Vanni Sanna. Al suo posto subentrò Mario Tiddia. Dopo una stagione altalenante, i rossoblù si giocarono la promozione all'Acquedotto contro la capolista Prato. La squadra toscana, decisamente più forte di quella sarda, s'impose per 2-0, goal Vitale e Venturini, guadagnando la promozione con due giornate d'anticipo. L'anno successivo, arrivò alla corte di Lorenzoni Angelo Domenghini. Il nuovo tecnico rossoblù potenziò soprattutto il reparto offensivo, il tallone d'Achille della Torres nelle passate stagioni. L'arrivo di Cau portò maggiore incisività in avanti, ma i risultati non arrivarono ugualmente e dopo tre pareggi consecutivi con Olbia, Sant'Elena, Civitavecchia, lo 0-0 di Casale, a metà novembre, costò la panchina del tecnico rossoblù. L'arrivo del nuovo tecnico Roberto Balestri non portò grosse modifiche, almeno tatticamente, allo scacchiere torresino ed i risultati non brillanti che accompagnarono la squadra in questa stagione, non consentirono che un piazzamento a ridosso delle prime della classe. Poco felici i due anni successivi, dove la Torres non andò oltre l'ottavo ed il nono posto.
Nella stagione 1986/87, la squadra fu affidata a Bebo Leonardi. Bruno Rubattu divenne il nuovo presidente della Torres. La squadra fu completamente rivoluzionata nel suo organico e l'arrivo di Mario Piga e Gianfranco Zola, allora poco più di un ragazzino, garantirono al centrocampo sassarese, supportato peraltro dall'esperienza di Lubbia e Petrella, il giusto raccordo tra attacco e difesa. Leonardi ebbe il merito di costruire uno spogliatoio compatto, che si avvalse del carisma di giocatori del calibro di Del Favero, Ennas, Piga, Tolu. I rossoblù si guadagnarono la promozione in C/1 all'ultima giornata, vincendo per 1-0, goal di Mario Piga, contro l'Alessandria. Questi i gladiatori della promozione: Pinna, Cariola, Poggi, Petrella, Bertini, Del Favero, Tolu, Lubbia, Zola, Galli, Piga, Dossena, Ennas.
L'anno successivo, i rossoblù mantennero l'organico della passata stagione e, dopo un ottimo girone d'andata, i risultati altalenanti di fine campionato costrinsero la Torres ad accontentarsi del settimo posto in classifica, un traguardo di prestigio per una formazione partita ad inizio anno con la salvezza come unico traguardo. Partita con l'obiettivo di bissare quantomeno la stagione precedente, la Torres si preparò al campionato 88/89 con velleità d'alta classifica. La Società rossoblù si limitò a rinforzare la squadra nei reparti che più avevano bisogno di qualche nuovo innesto: Di Rosa e Barrella a supporto della linea difensiva e soprattutto l'acquisto di Favo, che arrivò a campionato iniziato, permise alla coppia Piga e Zola maggiore libertà di movimento nella manovra offensiva.
Colpita a freddo dall'esonero di Bebo Leonardi alla vigilia di campionato, la Torres non risentì più di tanto il cambio di allenatore, imponendosi nettamente con il risultato di 3 - 0 in casa con il Rimini di Iaconi.Questa la formazione schierata all'esordio dall'allenatore in seconda Lungheu: Pinna, Barrella, Di Rosa, Dossena, Mazzeni, Del Favero, Tolu (Di Francesco all'75'), Piga, Bardi, Zola, Ennas (Micciola all'86'). Liguori accettò di allenare i rossoblù al posto di Leonardi. Sotto la guida del nuovo tecnico, Zola e compagni conquistarono, con il quarto posto in classifica, il diritto di disputare la Coppa Italia. La stagione 89/90 non fu esaltante come le due precedenti. La Torres, rivoluzionò tutto lo schieramento rossoblù e la squadra fu affidata al nuovo mister Paolo Specchia. La partenza di Gianfranco Zola, destinazione Napoli, non fu supportata da altrettanto talento e, senza il fantasista di Oliena, la Torres non andò oltre il quinto posto, riuscendo a salvarsi, con la vittoria per 2-0 contro la matricola Ischia, soltanto all'ultima giornata.
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