LA CLASSIFICA
 | | Torres | 68 | | Sarnese 1926 | 60 | | Torre Neapolis | 60 | | Casertana | 59 | | Lupa Frascati | 56 | | San Basilio Palestrina | 55 | | Ostiamare | 54 | | Sora | 50 | | Cynthia 1920 | 45 | | Arzachena | 42 | | Isola Liri | 41 | | Portotorres | 39 | | Budoni | 37 | | Anziolavinio | 35 | | Selargius Calcio | 33 | | Civitavecchia | 31 | | Real SM Hyria | 30 | | Progetto Sant´Elia | 23 |
|
 Saracinesca Deliperi «Per me la Torres è un punto di arrivo»
La Nuova Sardegna - Lunedi 14 Maggio 2012
Per Simone Deliperi è stata una stagione esaltante. Una di quelle da non dimenticare. Il capitano della Torres, a 32 anni, l’ha vissuta da protagonista. Per il secondo anno consecutivo è stato il portiere meno battuto del campionato, una saracinesca che ha completato una difesa rossoblù di qualità e quantità.
Un “pararigori”disarmante (cinque su sei negli ultimi due campionati). Ma è stato soprattutto un trascinatore e un motivatore della squadra, un autentico leader. «Sono molto soddisfatto _ dice Deliperi _ per i nostri successi. Potrebbe non sembrare così, ma non è stato facile. Difficoltà ne abbiamo dovuto superare tantissime, soprattutto la tensione non è mai mancata. Però volevamo tutti vincere il campionato e abbiamo fatto quadrato per ottenere risultati importanti superando qualche momento difficile». Simone Deliperi è ritornato a Sassari nella stagione precedente. Aveva già giocato in rossoblù per due anni in serie C2 ai tempi della gestione Mascia. Prima, un lungo peregrinare su campi di mezza Italia. Dopo tre anni di settore giovanile al Cagliari, ecco due anni in serie D a Calangianus e poi una stagione in D a San Giuseppe Vesuviano. Quotazioni in crescita e quindi passaggio a Campobasso (tre stagioni, una in D e due in C2) e un ritorno in Sardegna all’Olbia, sempre C2. Dopo Olbia ancora D a Caivano, C2 a Lamezia (due stagioni), e C1 ad Agrigento. Proprio dalla Sicilia il ritorno in Sardegna alla Torres (C2), poi Calangianus in D e Igea Virtus (Sicilia C2). Infine, due stagioni fa la chiamata della Torres. «E sono stati due anni bellissimi _ dice il portiere _, due campionati giocati da protagonisti, senza mai perdere una partita in casa lo scorso anno, e con numeri straordinari quest’ultimo. Giocare con questa maglia per me è un punto di arrivo. Sono sempre stato tifoso della Torres e la gioia che ho provato quest’anno è stata davvero grande». Ecco, quale è stato il segreto che ha permesso alla Torres di vincere alla grande il campionato? «Sicuramente _ dice convinto Deliperi _ la forza del gruppo. Giovani e anziani hanno capito l’importanza di vestire questa maglia e hanno mostrato una professionalità straordinaria. Gli stimoli non mancavano, ma senza un’unità di intenti non sarebbero bastati. Anche mister Giorico ha avuto una parte importante nel darci le giuste motivazioni». Una stagione lunga, senza spazi per un rilassamento. Ma quale è stato il momento più significativo e quale, se c’è stato, quello più brutto? «Il più bello _ non ha dubbi Deliperi _ è stato quando abbiamo vinto a Olbia. Una partita delicatissima perchè loro volevano e potevano riaprire il campionato. C’era molta tensione ma non siamo caduti nella trappola. Il più brutto? Forse a Pula, dopo un pareggio che ha creato un minimo di tensione». Eppure, proprio all’ultima giornata, il giorno del trionfo, ci sono state manifestazioni di malessere. «E’ vero _ spiega Deliperi _, ammetto che si poteva evitare. Però eravamo amareggiati per alcune circostanze e anche perchè forse ci aspettavamo una festa che non c’è stata. Certo, forse abbiamo sbagliato i tempi. Ma adesso è tutto a posto». Il tuo rapporto con i tifosi? «Eccezionale _ dice convinto il capitano _, ma con tutta la squadra. Ci hanno sostenuto molto e aiutato a vincere tante partite. Peccato non averli avuti al seguito più spesso. Sono orgoglioso di essere il capitano di questa squadra anche per loro». Un’ultima domanda. Cosa c’è nel futuro di Deliperi? «Spero di rimanere. Ho fatto una scelta precisa che va al di la della categoria e non vedo altre maglie da indossare. Per me la Torres è tutto».
Sabato a Macomer sfida di Supercoppa contro il Fonni
Si giocherà sabato pomeriggio (16.00) sul campo neutro di Macomer , dove già la Torres vinse la finale di Coppa Italia battendo il Taloro, la partita che assegnerà la Super Coppa regionale. E sarà questo l’ultimissimo impegno stagionale per la Torres che avrà come avversario il Fonni, vincitore a sopresa , sabato scorso, della Coppa Italia di Promozione. Una partita secca per assegnare l’ultimo trofeo che, nel caso dovesse vincere la Torres, rappresenterebbe per la società sassarese, dopo la Coppa Italia di categoria e il campionato, un trionfale epilogo di una stagione straordinaria. Per la sfida col Fonni, Mauro Giorico avrà a disposizione l’intera rosa ed è presumibile che anche questa partita verrà affrontata con lo spirito di sempre, puntando alla vittoria.
Idea Portotorres: una fusione con i sassaresi
Negli ambienti calcistici turritani circola l’ipotesi di una possibile fusione tra Portotorres e Torres. A confermare la voce è il presidente del club portotorrese, Enrico Piras: «Nell’arco di questa settimana, dopo alcuni contatti informarli avuti col presidente Lorenzoni, ho l’idea di lanciare, se il regolamento nazionale lo consente, il progetto di un accordo per la fusione tra i due sodalizi: per la creazione di una nuova società che, nel rispetto delle regole federali, sia iscritta alla Lega Pro. Entrambe le città debbono avere nella nuova denominazione la loro visibilità e dignità sportiva: questo perché il nord Sardegna possa avere un sodalizio calcistico di alto livello che possa, nei tempi e modi dovuti, competere con il Cagliari». Con la stagione agonistica del Portotorres appena conclusa, comunque, al presidente Piras spetta un bilancio finale dopo la mancata qualificazione ai playoff: «Il secondo campionato consecutivo di serie D può considerarsi positivo _ sostiene _; è mancato un pizzico di fortuna ma ci sono anche nostre precise responsabilità nella prima parte del torneo, con troppi punti persi fuori casa. Nella seconda parte ci sono stati momenti di gloria e qualche flessione, e ci è mancato quel punto che ci avrebbe permesso di qualificarci agli spareggi». Qualcuno ha deluso le aspettative? «Mi sono reso conto di aver allestito un organico altamente competitivo, con giocatori provenienti dalle prime serie nazionali che probabilmente in questo palcoscenico non sono riusciti ad adeguarsi immediatamente a questo livello di calcio». La società ha già deciso gli eventuali partenti? «Riunirò in settimana tutta la dirigenza per fare un bilancio: in primis c’è da vedere se rimarrò al timone della società, e in base a questo prenderemo delle decisioni immediate sui giocatori che rimarranno. Ho comunque la convinzione che nell’organico attuale vi sia un telaio portante e forte, da completare con nuovi innesti per squadra da prime posizioni. Se dovessi decidere di rimanere presidente, inoltre, ripartirei dalla conferma di Sebastiano Pinna come mister del nuovo Portotorres». Il Portotorres sarà iscritto alla prossima serie D? «Qualunque decisione prenderò questa settimana, la squadra sarà da me iscritta alla D. Da rilevare che l’Ac Portotorres è una società sana e senza debiti». Si preannunciano 7 giorni di novità importanti, dunque, all’interno del club di viale delle Vigne: per ora l’unica certezza è l’iscrizione all’interregionale.
Daniele Doro e Gavino Masia - La Nuova Sardegna
|
|
|