LA CLASSIFICA
 | | Portotorres | 69 | | San Teodoro | 63 | | Fertilia | 62 | | Socio Culturale Castiadas | 60 | | Muravera | 58 | | Tortolì 1953 | 57 | | Progetto Sant´Elia | 54 | | Valledoria | 45 | | Carbonia | 43 | | Torres | 43 | | Atletico Decimo | 43 | | Taloro Gavoi | 42 | | Calangianus | 42 | | Samassi Calcio | 39 | | Terralba | 32 | | Ittiri | 32 | | Olmedo | 25 | | Villasimius | 20 |
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 Aiuto, la magica Torres si è smarrita
L’Unione Sarda - Martedi 9 Febbraio 2010
Di Giampiero Marras
Nobile decaduta che non riesce a risollevarsi. Il rossoblù più antico dell’isola sta diventando anche il più sbiadito. Non per la passione dei tifosi (quei cinque-seicento che resistono) né tantomeno per le aspettative, che sono sempre elevate. Ma per i risultati. Impossibile da quando è iniziato il terzo Millennio abbinare la solidità economica alle vittorie. Impensabile programmare in mezzo allo scetticismo e alla diffidenza generati dai fallimenti. La Torres che arrivò sino alla semifinale per la C1 era anche quella con la voragine più grossa nel bilancio: quasi sei miliardi di lire. Oggi che il presidente Antonello Lorenzoni cerca (con maniere spicce che magari piacciono a pochi) di chiudere senza passivo a cinque zeri, la squadra galleggia pigramente nel centro classifica dopo il giro di boa. Sei punti in otto giornate. Nelle ultime dodici partite la squadra sassarese ha battuto solamente il Samassi. Per il resto una sequela di sconfitte brucianti alternate da pareggi frustranti. E nel frattempo la rosa ha subito una mezza rivoluzione (ma non è novità per la Torres né per l’Eccellenza) e ha cambiato due volte allenatore: da Tamponi al vice Cirinà e quindi a Hervatin. Alessandro Cherchi, fantasista di ritorno che con la maglia sassarese ha disputato anche la C2, non sa darsi una spiegazione: «Ce lo chiediamo da tempo, ma più ce lo chiediamo e più tarda la vittoria e meno siamo tranquilli. Spesso abbiamo pareggiato dopo aver creato almeno dieci palle gol, mentre alle avversarie ne è bastata una, come è accaduto col Villasimius». Un altro giocatore che è un lusso per il campionato è Paolo Tribuna, bomber cresciuto nella Primavera del Cagliari, che ha fatto le fortune di diverse squadre sarde come il Castelsardo. «Noi ci alleniamo bene, l’impegno non manca, la società fa sacrifici e i tecnici che abbiamo avuto erano preparati. Non sempre uno più uno fa due nel calcio. Il discorso della pressione e delle aspettative è relativo: è vero, giocare a Sassari comporta un’attenzione che va oltre il campionato, ma questa squadra ha diversi giocatori esperti, che hanno militato in serie superiori. L’unica cura è lavorare ancora più duramente e noi giocatori che siamo più esperti dobbiamo dare di più». Panchina scomoda quella di Gianluca Hervatin, che però ribatte così nonostante l’avvio deludente (sconfitta a Tortolì e pareggio casalingo col Villasimius): «Le sfide mi piacciono, perché fanno crescere. Bisogna capire che Sassari mette pressione ma può anche dare gratificazioni che non trovi da altre parti. Se giochiamo come la Curva Nord si aspetta, ne avremo in cambio una spinta incredibile ».Trasformare l’ansia da prestazione in voglia di riscatto, in moto d’orgoglio: ecco il compito dell’ex attaccante del Parma, chiamato a indicare alla Torres la via della vittoria attraverso un cambio di prospettiva psicologica. Tribuna concorda: «Il mister sa come si gestisce la pressione a certi livelli. Sta lavorando molto a livello di spogliatoio. Dobbiamo seguirlo. Perché mancano ancora nove partite». Non sono tante per riacciuffare quei playoff distanti 9 punti (uno in più dei playout) ma neppure poche per ridare orgoglio ad una maglia e ad una città che stanno scivolando lentamente verso lo sconforto.
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